Sunday, March 27, 2011

Gli ultimi interventi su Twitter a proposito di "#milano"

March 28, 2011, 3:24 am
#Milanesi, piove a #Milano oggi?
March 28, 2011, 2:28 am
Thank you @nessabiitch for my #milano double chocolate exquisite cookies fix!!!<3 #iloveyou
March 28, 2011, 12:41 am
Domani Carlo Atti a Milano (MI): Carlo Atti domani in concerto al Fermento Art&nPub di Milano (MI) http://bit.ly/h... #concerti #milano
March 28, 2011, 12:35 am
My evening train from hometown #Zug to weekend in #Milano "ohne halt bis #Bellinzona" :) â–¸ http://twitpic.com/4e3s2v #Como #Ticino @seldita
March 28, 2011, 12:23 am
Oggi Head and Heart a Milano (MI): Head and Heart oggi in concerto al La Salumeria della Musica di Milano (MI) http... #concerti #milano

Sunday, March 20, 2011

Articolo da questo blog sul SEO

Pubblico il link da questo blog di SEO Italy a un articolo dal titolo "YouTube SEO: la nostra guida rapida per ottenere il massimo dai nostri video su YouTube" L'ho trovato piuttosto interessante e lo volevo condividere con tutti i miei lettori che si occupano di questo settore o sono interessati a capire meglio come funziona il web

Friday, March 18, 2011

Articolo dal blog di SEO Italy

Ecco un articolo su "SEO per Joomla: il componente Linkr per ottimizzare la struttura interna dei link del nostro sito" da questo valido e interessante blog sul posizionamento Sicuramente è una lettura interessante per chi si occupa di SEO e posizionamento sui motori

Friday, March 11, 2011

LAVORARE STANCA di Cesare Pavese

Parole immortali che ogni tanto fa bene (ri)leggere:

LAVORARE STANCA di Cesare Pavese
I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Friday, March 4, 2011

CAFFE' A RAPALLO di Eugenio Montale

Questa poesia mi ha veramente commosso - è vero che l'abbiamo forse tutti studiata a scuola e quindi non sempre riporta a memorie piacevoli, ma rileggendola adesso la trovo stupenda:

CAFFE' A RAPALLO di Eugenio Montale
Natale nel tepidario
lustrante, truccato dai fiumi
che svolgono tazze, velato
tremore di lumi oltre i chiusi
cristalli, profili di femmine
nel grigio, tra lampi di gemme
e screzi di sete ...

Son giunte
a queste native tue spiagge,
le nuove Sirene!; e qui manchi
Camillo, amico, tu storico
di cupidige e di brividi.

S'ode grande frastuono nella via.

E passata di fuori
l'indicibile musica
delle trombe di lama
e dei piattini arguti dei fanciulli:
è passata la musica innocente.

Un mondo gnomo ne andava
con strepere di muletti e di carriole,
tra un lagno di montoni
di cartapesta e un bagliare
di sciabole fasciate di stagnole.
Passarono i Generali
con le feluche di cartone
e impugnavano aste di torroni;
poi furono i gregari
con moccoli e lampioni,
e le tinnanti scatole
ch'ànno il suono piú trito,
tenue rivo che incanta
l'animo dubitoso:
(meraviglioso udivo).
L'orda passò col rumore
d'una zampante greggia
che il tuono recente impaura.
L'accolse la pastura
che per noi piú non verdeggia.